Le regole, poche ma importanti

A livello continentale la bicicletta a pedalata assistita (e-bike, pedelec/pedal electric cycle, ma anche EPAC/Electric Power Assisted Cycles) è definita dalla Direttiva Europea 2002/24/CE del 18 marzo 2002 (attualmente in fase di revisione), in vigore in Italia con il decreto 31 gennaio 2003 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; la successiva  Legge n.14 del 3 febbraio 2003 definisce meglio il tutto assimilando la e-bike alla “bicicletta”, o meglio il “velocipede”: «I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare».

Cosa significa? Che le e-bike sottostanno alle stesse norme che riguardano le classiche biciclette solo se il motore ha una potenza fino a 250 watt; il motore entra in funzione solo se si agisce sui pedali e si deve staccare automaticamente dalla trasmissione quando si raggiungono i 25 all’ora.

Tutte le e-bike che non soddisfano queste note sono equiparate ai ciclomotori, dunque devono avere una assicurazione RC, una targa identificativa, bisogna usare un casco omologato, bisogna avere un certificato di immatricolazione ecc.

Per approfondire l’argomento, consigliamo di scaricare i pdf di due brevi opuscoli editi nel recente passato dalla Polizia di Stato e dall’UNI, Ente Italiano di Normazione.

L’interessante inserto allegato qualche tempo fa al mensile Polizia Moderna (numero agosto/settembre 2014, lo potete visualizzare qui, spiega per filo e per segno le caratteristiche dei veicoli “su strada senza motore”, dagli skateboard alle biciclette, con utili approfondimenti sul trasporto a bordo di oggetti e persone, sul trasporto stesso delle biciclette sulle autovetture e sulle sanzioni alle quali si va incontro contravvenendo a specifiche regole di comportamento e utilizzo.

L’altra interessante pubblicazione, importante per comprendere invece le normative alle quali si devono attenere i costruttori di biciclette ed e-bike, la potete visualizzare qui: anche questa risale a qualche tempo fa (2011) ma è ancora attuale, è stata pubblicata da UNI, Ente Italiano di Normazione.

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